Carla van Bulmen – BARIL COATINGS
L’industria produttrice di rivestimenti affronta una importante sfida: i prodotti devono diventare più sostenibili continuando a soddisfare gli stessi alti standard prestazionali tecnici. Per Baril, produttore di pitture e rivestimenti sostenibili, non c’è niente di nuovo. Da quasi 25 anni, la società olandese esplora l’utilizzo di materie prime bio e circolari per sistemi di rivestimenti. Jasmijn Janssen, Manager del reparto R&D, ha spiegato l’approccio di Baril all’innovazione: attento, sistematico e con un focus sull’intero sistema.
“Guardatevi attorno: ponti, chiuse, turbine eoliche, installazioni industriali, navi, biciclette, automobili, case, scuole, quasi tutto viene verniciato o rivestito. Si tratta di applicazioni in cui un rivestimento deve resistere al processo corrosivo, all’usura e alle intemperie per molti anni. Le pitture e i rivestimenti sono quindi fondamentalmente sostenibili e allungano la vita utile dei materiali. Eppure, il vero progresso è possibile nel caso in cui il prodotto stesso è anch’esso sostenibile”.
“I rivestimenti sono sistemi attentamente bilanciati. Anche una piccola variazione nella formulazione può esercitare un suo effetto sul sistema intero, ad esempio, l’adesione, la ritenzione di brillantezza, la risposta all’essiccazione o le proprietà di scorrimento”, come ha spiegato Jasmijn.
Per questa ragione, ogni nuova materia prima bio o circolare viene accuratamente esaminata, laddove possibile, all’interno delle formulazioni esistenti già considerate valide. “Tutto questo ci permette di valutare immediatamente l’impatto esercitato sulla qualità e sulla prestazione del prodotto. Quando si cambia un parametro, tutto il sistema cambia”, ha commentato Jasmijn.
Grazie a questo approccio, Baril ha sostituito con successo parte del legante in un primer epossidico con un materiale alternativo bio. Oltre a questo, il sistema brevettato della società DualCure offre anche l’opportunità di incorporare materie prime bio, un percorso di innovazione che è iniziato con niente di più di un campione di laboratorio.
Baril sta anche compiendo ricerche su solventi alternativi e riempitivi circolari. Un esempio è il carbonato di calcio riciclato recuperato dai processi di trattamento dell’acqua da bere. Dal momento che la composizione del materiale riciclato varia in base alla fonte di provenienza, ogni fonte richiede una valutazione approfondita prima che venga utilizzato. “Nonostante tutto, siamo riusciti a convertire la domanda di carbonato di calcio dei rivestimenti d’uso industriale in materiale riciclato derivante da diversi flussi di prodotti di scarto”, ha commentato Jasmijn.
Collaborazione come fonte di conoscenza
Per la ricerca approfondita, Baril opera in stretto contatto con i partner della conoscenza e a progetti di ricerca collaborativi. “Abbiamo bisogno di altre società per contribuire a realizzare rivestimenti e pitture ancora più sostenibili, garantendo la disponibilità di materie prime alternative”, ha affermato Jasmijn. “A volte dobbiamo soltanto aspettare finché si rendano disponibili alcune materie prime. Ciò, potrebbe rallentare la transizione alla sostenibilità”.
Strategia sostenibile a lungo termine
A Baril, lavorare con materie prime bio e circolari rappresenta un orientamento strategico fondamentale da molti anni. Laddove possibile, i nuovi prodotti incorporano un contenuto bio o circolare, a patto che esso sia interamente compatibile con gli alti standard prestazionali richiesti dal mercato. La qualità del prodotto rimane sempre una priorità. L’approccio di Baril dimostra che l’innovazione sostenibile non è sinonimo di sostituzione rapida, ma di conoscenza approfondita dell’intero sistema di rivestimento, di esperienza nella formulazione nel tempo e di soluzioni sempre più efficienti grazie a ripetizioni.
In questo modo i blocchi strutturali sostenibili stanno guadagnando terreno per i rivestimenti richiesti, in grado di agire nelle condizioni più severe.
