Nadine Gund, Sonia Morselli – BASF
UPM e BASF collaborano per supportare i proprietari di brand, i converter e i formulatori nell’accelerare la transizione verso soluzioni di packaging riciclabili* a base di fibra. Combinando le carte barriera e le carte base per barriera di UPM con le resine tecnologiche Joncryl® HPB (High Performance Barrier) prodotte da BASF, la collaborazione consente di ottenere materiali a base di fibra ad alte prestazioni, favorendo anche il superamento delle tradizionali strutture di packaging multimateriale. Spinta dall’aumento dei requisiti normativi e dagli ambiziosi obiettivi di riciclabilità (ad esempio il Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio), l’industria del packaging si sta orientando sempre più verso concetti di “design for recycling”.
La collaborazione tra le due aziende dimostra come materiali e tecnologie barriera, accuratamente selezionati e integrati, possano garantire eccellenti prestazioni protettive, rendendo al contempo possibile la realizzazione di imballaggi riciclabili a base di fibra.
Le carte barriera e le carte base per barriera di UPM, come UPM Solide™ Lucent e UPM Asendo™, sono progettate specificamente per applicazioni di converting e stampa nei packaging più esigenti. In combinazione con rivestimenti formulati con i polimeri barriera Joncryl® HPB, consentono lo sviluppo di materiali per imballaggio idonei a un’ampia gamma di applicazioni food e non-food, in grado di soddisfare i più severi requisiti normativi.
“La transizione verso packaging riciclabili a base di fibra richiede sia elevate prestazioni barriera sia una stretta collaborazione lungo tutta la catena del valore. Le nostre carte barriera sono sviluppate per supportare la co-creazione con i partner, consentendo lo sviluppo di nuove applicazioni di packaging ad alte prestazioni.
Questa collaborazione dimostra come la combinazione di tecnologie barriera innovative con carte barriera possa offrire soluzioni funzionali e riciclabili, accelerando la trasformazione del packaging”, ha dichiarato Mika Uusikartano, Responsabile Senior Gestione del Portafoglio Prodotti di UPM Specialty Materials. “La domanda di soluzioni di packaging sostenibili sta crescendo rapidamente lungo tutta la filiera, dai brand owner ai converter e ai formulatori. Le carte premium UPM per il packaging flessibile, combinate con coating barriera basati su resine Joncryl ® HPB in dispersione acquosa, rappresentano un approccio di riferimento solido e credibile per lo sviluppo di alternative a base carta progettate per sostituire strutture interamente in plastica o laminati carta/PE”, ha dichiarato Rolf Alles, Direttore Vendite Resine EMEA di BASF.
Sonia Morselli, Responsabile Vendite e Resine per Printing & Packaging BASF, parla di sfide produttive, sostenibilità e transizione del settore verso queste nuove tecnologie.

Quali sono le principali sfide produttive e di formulazione delle resine Joncryl® HPB nel sostituire strutture PE-laminate o multimateriale con sistemi a base carta rivestita?
“Le principali sfide nella sostituzione delle strutture carta laminata con PE o multimateriale, riguardano la capacità di garantire adeguate prestazioni barriera, in particolare contro ossigeno, vapore acqueo e grassi, insieme a proprietà termosaldanti e compatibilità con le linee industriali esistenti. In questo contesto, le resine Joncryl® HPB sono progettate per abilitare formulazioni ad alte prestazioni in sistemi paper-based ottimizzati per il riciclo, offrendo un equilibrio tra barriera, sigillabilità e processabilità in coating acquoso. È importante, tuttavia, sottolineare che le soluzioni paper-based con coating barriera oggi disponibili offrono prestazioni molto buone nei livelli di barriera medi o medio-alti, senza raggiungere ancora le performance tipiche delle strutture multistrato ad alta barriera, per le quali si stanno esplorando anche soluzioni come la metallizzazione. La transizione verso queste nuove soluzioni richiede un forte coordinamento lungo tutta la filiera. Un aspetto chiave riguarda l’integrazione su linee di confezionamento esistenti, generalmente progettate per materiali plastici o strutture laminate: l’adattamento a nuovi substrati paper-based può richiedere modifiche operative o tecnologiche. In questo contesto, la collaborazione tra produttori di materiali, formulatori, converter, costruttori di macchine e brand owner, come nel caso di partnership con aziende come UPM, rappresenta un fattore abilitante fondamentale”.
Per la vostra produzione di resine, è possibile sapere se c’è anche una percentuale di contenuto bio based?
“Le resine Joncryl® HPB sono state sviluppate con l’obiettivo di garantire elevate prestazioni tecniche e piena conformità ai requisiti normativi. Ad oggi, l’approccio mass balance certificato secondo lo schema ISCC+, rappresenta la soluzione più efficace per integrare contenuti bio-based fino al 100% della composizione, mantenendo inalterate le prestazioni e la conformità garantendo al contempo la piena compatibilità con i processi industriali esistenti. Parallelamente, sono in corso attività di sviluppo volte ad aumentare l’impiego diretto di materie prime rinnovabili, pur nel rispetto delle prestazioni richieste dalle applicazioni di riferimento”.
Ci sono dei limiti tecnici ad oggi, nella sostituzione completa del PE laminato con coating barriera su carta? Quali soluzioni state sviluppando per colmare questo gap prestazionale?
“I coating barriera hanno già raggiunto livelli prestazionali comparabili al laminato carta/PE, sia in termini di proprietà barriera sia di termosaldabilità. Tuttavia, si tratta di tecnologie relativamente recenti che devono confrontarsi con soluzioni consolidate come i laminati in PE, ottimizzati nel corso di decenni sia dal punto di vista tecnico sia economico. Il principale gap da colmare riguarda oggi l’industrializzazione: l’integrazione di questi nuovi materiali nelle linee di confezionamento esistenti, spesso progettate per strutture tradizionali. Come dicevo prima, una stretta collaborazione tra tutti gli attori della filiera diventa fondamentale per accompagnare lo sviluppo e la diffusione di queste soluzioni”.
Quali segmenti di mercato del settore packaging ritenete avranno la più rapida adozione delle soluzioni paper-based in sostituzione delle strutture PE-laminate tradizionali?
“Le nuove soluzioni a base di carte con rivestimenti barriera diversi dal PE si presentano come alternative al PE laminato in diversi segmenti: dal fast food service al packaging flessibile per alimenti e non (buste, sacchetti, wrappers) ai cartoni del packaging rigido. È difficile ad oggi stabilire se ci sarà un settore con più rapida adozione di altri. Gli aspetti normativi ed il generale clima di incertezza rallentano i processi decisionali, ma non fermano la progettualità. Ci sono già soluzioni presenti nel mercato, e immagino che la conversione sarà un processo graduale piuttosto che rapido, in ragione dei tempi d’industrializzazione delle varie soluzioni, inclusa la riciclabilità su scala”.
Nota
* Le carte per imballaggio UPM sono certificate come riciclabili secondo gli standard CEPI v. 2.0 (Europa), PTS-RH 021/97 cat. II e WMU SBS-E (USA). È stato dimostrato che la linea BASF Joncryl® HPB non influisce negativamente sulla riciclabilità della carta secondo lo standard CEPI v. 2.0 (Europa). Sono in corso test condotti da terze parti sulla struttura completa.
