L’eccellenza dell’industria chimica italiana nella storia di Vinavil

Stefania Scampini – VINAVIL

Vinavil è una delle aziende storiche nel panorama italiano del settore chimico. Un’azienda, da sempre innovativa, che è riuscita, nel tempo e con lungimiranti investimenti, ad internazionalizzarsi e diventare uno dei punti di riferimento in Italia e all’estero per la sua produzione di polimeri a livello industriale.
Ripercorriamo la storia dell’azienda italiana, famosa in tutto il mondo per la sua colla vinilica. Rinnovamento, comprensione dei cambiamenti dell’industria e delle situazioni geopolitiche nel mondo, fare tesoro dell’esperienza passata, vincere sfide impegnative, rinnovarsi. Probabilmente sono questi i segreti dietro il successo di Vinavil che oggi ha più di 90 anni di vita.
L’azienda ha saputo nel tempo capire le trasformazioni del mercato, ha superato i ciclici periodi negativi dei mercati, si è rivelata resiliente al caro energia e ha ricostruito e sostituito i propri impianti obsoleti con altri di nuova generazione per la produzione dei diversi polimeri.

A sinistra, impianto di anidride acetica. A destra impianto acido acetico – Foto anni ’30


La storia: l’inizio
Innanzitutto il nome Vinavil è l’acronimo di “Vinil Acetato a Villadossola”, valle dove nascono le origini dell’azienda. Ma… passo dopo passo, ecco come si è arrivati a questo storico nome. Nella Val D’Ossola, già a cavallo tra il ‘700 e l’800 si estraevano oro e ferro. Fra il 1918-1919 la SET (Società Elettrochimica del Toce) decide di creare un insediamento a Villadossola insieme alla SIPS (Società Italiana di Prodotti Sintetici) per la produzione di carburo di calcio. L’ampliamento delle produzioni a Villadossola è favorito dalla Montecatini, che realizza le potenzialità di sviluppo delle fibre artificiali, in particolare del Rayon acetato, che stava affiancandosi al Rayon viscosa nella produzione tessile.

A sinistra, impianto anidride acetica – Foto anni ’50. A destra, silos carburo di calcio. Foto anni ’60

Nell’anno 1928, considerando che la produzione di carburo di calcio offriva una solida base di rifornimento della materia prima (anidride acetica) per l’ottenimento dell’acetato di cellulosa, la Montecatini studia in concreto la realizzazione di un organico programma produttivo. In questi anni, lo stabilimento di Villadossola si dota anche di infrastrutture, di centrali per la produzione del vapore e per la distribuzione dell’energia, di officine e di laboratori di controllo e di ricerca.
Lo stabilimento di Villadossola viene ampliato e attrezzato per la fabbricazione delle materie prime necessarie alla produzione del Rayon acetato. Viene aumentata la potenzialità produttiva del carburo di calcio installando nuovi forni e costruendo ampi magazzini, che consentono lo stoccaggio dei quantitativi da utilizzare nei mesi di stagionale inattività dei forni. Sono quindi posti in opera gli impianti per la produzione dell’aldeide acetica, dell’acido acetico, dell’anidride acetica e dell’acetone. L’anidride acetica e l’acido acetico glaciale trasformano, nel processo Rayon acetato, il cotone in acetilcellulosa.

Impianto di acetaldeide – Foto anni ’60


Il periodo durante la Seconda Guerra Mondiale, la nascita della “colla bianca” e il dopoguerra
Nel 1940, con l’ingresso in guerra dell’Italia a fianco della Germania lo stabilimento diventa di interesse bellico per il governo italiano di allora. Il personale dello stabilimento partecipa attivamente alle drammatiche vicende che si susseguono in questo periodo e, già nel 1936, nello stabilimento si iniziarono a produrre materie prime che in precedenza venivano importate.
Nonostante la drammaticità delle situazioni, questo periodo è caratterizzato da una serie di iniziative motivate dalle necessità contingenti e alimentate dall’attività propositiva delle strutture di ricerca e sviluppo. Si avvia in questi anni una prima produzione semi-industriale di acetato di vinile, una molecola molto versatile. L’acetato di vinile viene trasformato in polimeri e in alcole polivinilico per applicazioni nel settore degli adesivi. Inizia così la produzione sperimentale dell’acetato di polivinile in emulsione, ottenuto polimerizzando l’acetato di vinile in un bagno di acqua e alcole polivinilico. È il 1942, una data storica: nasce la “colla bianca” che dieci anni dopo prenderà il nome di “adesivo universale” Vinavil.
È l’ora del rilancio, della crescita e dello sviluppo. Alla fine del conflitto, lo stabilimento è intatto e il personale desideroso di dare nuova vita all’intero sito, che viene rinnovato e dotato di nuovi impianti di produzione. Nel 1952 nasce l’impianto di acetato di polivinile in perle, ottenuto polimerizzando l’acetato di vinile in un bagno di acqua sotto agitazione. Nello stesso anno vengono installati i reattori per acetato di polivinile in emulsione e con essi nasce il nome Vinavil che significa, come detto in precedenza, Vinil Acetato a Villadossola. Questo lattice bianco, venduto nel caratteristico contenitore bianco e rosso, invaderà il mercato e diventerà presto sinonimo di colla, definito nel Dizionario Enciclopedico Italiano come “nome commerciale dell’acetato di polivinile ed in particolare di un tipo di colla a freddo ottenuta da quella resina plastica”.

La crisi dello stabilimento: 1971-1983
Nel 1966 la Montecatini si fonde con la Edison dando origine alla Montecatini Edison S.p.A. che nel 1974 diviene Montedison. A metà degli Anni ‘70, la crisi del petrolio provoca un’impennata del prezzo dei derivati petroliferi e la produzione di acetato di vinile da carburo ha il suo momento di gloria. Sull’onda di questa congiuntura, nel 1974 si decide di ampliare la gamma dei prodotti per applicazioni più specialistiche costruendo a Villadossola l’impianto EVA per la produzione di emulsioni copolimero acetato di vinile-etilene.
Tuttavia, a fine anni ’70, la Montedison, nell’ambito di una razionalizzazione delle sue attività, scorpora la centrale idroelettrica dallo stabilimento. A questo punto, Villadossola si trova a dover acquistare l’energia a prezzi quasi di mercato.
Dal 1981 si ha una progressiva riduzione della produzione che culmina, nell’agosto 1983, con la chiusura definitiva dell’impianto.

 

A sinistra, impianto copolimeri EVA, a destra centro ricerche laboratorio di sintesi – Foto 2012


Da Montedison a EniChem
Dei tre gruppi produttivi originari (acido acetico, acetato di vinile, anidride acetica) al 1° gennaio 1984 rimane in piedi solo la produzione dell’acetato di polivinile (ca. 30.000 t/a), la cui gestione è affidata ad una società chiamata Vinavil S.p.A. controllata del gruppo Montedison. Nel 1985 si incrementa la produzione di resine trasferendo a Villadossola anche le produzioni di Porto Marghera, ex Edison, (ca. 15.000 t/a).
Nello stesso anno si potenzia l’impianto dei polimeri Vinil-Acetato-Etilene (EVA) portando la produzione nominale da 12.000 a 20.000 t/a. La produzione totale passa a ca. 55.000 t/a. La produzione dell’acetato di polivinile viene affidata a una società chiamata Vinavil S.p.A.
Nel 1987 la Vinavil S.p.A. confluisce nella Montedipe che nel 1989 Montedison conferisce a Enimont. Nell’anno successivo tutte le attività chimiche vengono passate ad EniChem, inquadrate nella società operativa EniChem Synthesis, insieme all’unità di Ravenna, dedicata a produzioni analoghe. Si realizza la riunificazione delle due strutture produttive di Villadossola e Ravenna, che fino all’anno precedente avevano operato in maniera conflittuale sul mercato. Ma gli impianti hanno dimensioni modeste e non risultano competitivi per efficienza produttiva e gamma di prodotti. Inoltre, l’impianto di Villadossola è in condizioni precarie dal punto di vista della manutenzione, tanto che EniChem nel 1991 ne vorrebbe la chiusura. Solo dopo forti pressioni politiche e sindacali si decide di metterlo in vendita.

L’ingresso nel Gruppo Mapei 1994 – 2001
Nel luglio del 1994 Mapei acquisisce da EniChem Synthesis l’attività produttiva di resine acetoviniliche con le unità di Villadossola e Ravenna. Cambiano così le strategie dell’azienda.
L’operazione permette di potenziare le produzioni chimiche nei due stabilimenti e di consolidare le straordinarie prospettive di crescita della società. Nella prima fase l’attenzione viene rivolta al risanamento degli edifici e degli impianti, al miglioramento dell’efficienza produttiva e della qualità dei prodotti, e al potenziamento delle risorse.

Vista aerea dell’impianto di Villadossola oggi

Una delle prime iniziative intraprese dal gruppo Mapei, nel 1994, è stata quella di riaprire a Villadossola il Centro Ricerche che Enichem aveva chiuso. In questo settore, che ancora oggi rappresenta un fiore all’occhiello della società, sono oggi occupate più di 30 unità, pari al 16% del personale complessivo. La strategia della Ricerca e Sviluppo è rivolta a rafforzare la presenza nei settori storici (leganti per adesivi, per pitture, per l’edilizia e per il tessile), a trovare nuove opportunità di applicazione nei settori e mercati adiacenti a quelli tradizionali e a ricercare soluzioni.
Capaci di aumentare la sicurezza e ridurre l’impatto ambientale dei propri prodotti e dei processi. Mapei inoltre è stata da sempre un’azienda rivolta alla sostenibilità, e quindi cercava già allora la minimizzazione dell’impatto ambientale delle produzioni nell’ottica di una chimica pienamente eco-compatibile.

Nuovi investimenti ed internazionalizzazione
Nel 1997 alcune linee di produzione vengono installate in Canada (a Laval) e negli Stati Uniti (a West Chicago). Nell’agosto 2002 nasce in Egitto la Vinavil Egypt, che rappresenta la prima espansione del Gruppo Mapei in Medio Oriente e in Africa. L’impianto egiziano sorge ad Attaqa, sul canale di Suez, in posizione favorevole per fornire clienti nell’area meridionale del Mediterraneo e lungo la costa orientale africana, oltre che, naturalmente, nel Medio Oriente. Nel 2006 la capacità dell’impianto è stata ampliata per più del 50% mediante la costruzione e l’avviamento di una terza linea di reazione e il potenziamento dei servizi.

Oggi
Vinavil oggi è un’azienda che cresce, ha oltre 450 dipendenti, investe in R&D e si colloca nel mondo come tra i principali produttori di polimeri acrilici e vinilici, passando dalle 100 mila tonnellate alle 500 mila globali di capacità produttiva. La sede centrale di Milano coordina i 3 centri di Ricerca e Sviluppo e le sedi operative in Italia, Canada, Stati Uniti ed Egitto.